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Candeliere a nove bracci Roveto e Menorà



candelabro cammino neocatecumenale
Il candeliere nella versione Roveto
Tra gli arredi per la celebrazione dell’Eucaristia c’è il candelabro a nove braccia il cui significato merita di essere conosciuto, perché intrinsecamente legato al piano di salvezza avviato con il popolo d’Israele e compiuto in Gesù Cristo.

Il candelabro della festa delle luci

Il candelabro a nove braccia viene utilizzato nella liturgia ebraica della festa di Hannukkà, denominata festa delle luci, che è la festa della luce di Dio e di Israele, che vive in mezzo alle persecuzioni e alle tenebre del mondo. Il significato profondo della festa è che Dio è la luce che vince le tenebre del paganesimo e dell’idolatria. In essa si celebra il miracolo della riaccensione della menorà del Tempio di Gerusalemme dopo la riconquista dei Maccabei. Il ritrovamento miracoloso di un vasetto d’olio che sarebbe stato sufficiente per un giorno e che invece ne durò otto. Per questo la festa di Hannukkà si celebra per otto giorni.

In sostanza la festa di Hannukkà simboleggia la luce che splende nei tempi di crisi, la possibilità di celebrare ancora la liturgia, come luce nella notte del mondo.

Il candelabro a nove bracci è un oggetto di fondamentale importanza nella liturgia odierna di Hannukkà, che ricorda il miracolo dell’olio che è stato sufficiente per illuminare la menorà del Tempio per otto giorni.

Il miracolo della luce è un segno messianico, perché secondo la tradizione ebraica la luce del Messia splenderà nei giorni di crisi e di maggior fallimento. La Chiesa riconosce e annuncia che Cristo è la vera luce che vince le tenebre del peccato e della morte. Lui dona la luce ai cristiani, perché risplendano di grazia divina, possano diventare luce del mondo e lampade sul candelabro. In questo simbolismo Cristo è il braccio centrale del candelabro, detto shammash (servo,diacono), che dona la luce agli altri.

Perché si usa il candelabro a 9 braccia?

La festa di Hannukkà è caratterizzata dal segno dell’olio, in riferimento alla dedicazione del Tempio. Anche se oggi non è essenziale che le lampade siano colme di olio puro, questo elemento resta di grande importanza, poiché la festa è originata dal miracolo dell’olio puro. Il termine ebraico di Messia, significa unto, ed è tradotto in greco come Christos. La festa di Hannukkà è dunque legata alla liberazione e all’unzione, segni prefiguranti il Messia. Questa è una festa piena di gioia, in essa è obbligatorio rallegrarsi.
candelabro cammino neocatecumenale
Il candeliere nella versione Menorà
Questi segni messianici, la gioia, la liberazione, l’unzione, la luce sono un invito all’esultanza della celebrazione dell’Eucaristia nelle comunità del Cammino Neocatecumenale. Carmen Hernandez, profonda conoscitrice delle radici ebraiche del mistero pasquale e della liturgia dei primi secoli, vide il candeliere, nelle due versioni “Roveto e Menorà”, in un piccolo negozio di David Street a Gerusalemme e li acquistò per le comunità. 

Candele e ampolle con olio?

Per quanto abbiamo detto circa la festa della Dedicazione del Tempio, il miracolo dell’olio, l’unzione del Cristo, l’utilizzo di ampolle con olio sarebbe il più indicato.

San Giovanni Paolo II celebrò a Porto San Giorgio nel dicembre 1988. Sulla mensa era presente il candeliere a nove bracci.
candelabro nove braccia mensa altare cammino neocatecumenale
San Giovanni Paolo II celebra nella tenda a Porto San Giorgio
Per una trattazione completa si rimanda al volume di Francesco Voltaggio, Alle sorgenti della fede in Terra Santa. Le feste ebraiche e il Messia, disponibile nella biblioteca dei Libri del Cammino Neocatecumenale.

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